● - LA MITOLOGIA GRECA “SUONATA” IN TERRA ETRUSCA - Succede a Tuscania - Toscanella - 2017


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● - LA MITOLOGIA GRECA “SUONATA” IN TERRA ETRUSCA

Pubblicato da in Blog Toscanella ·
 
   

TUSCANIA   30 giugno 2017
Chiesa di S. Agostino, ore 19.30
MELOS   KAIMYTHOS
  
La mitologia greca “suonata” in   terra etrusca
  
Oltre a regalare alla cittadinanza un evento musicale di   grande qualità, il récital pianistico di Marco   Rapetti in cartellone a Tuscania per venerdì 30 giugno, organizzato da   Assotuscania con il patrocinio del Comune di Tuscania - Assessorato alla   Cultura - si prefigge essenzialmente due   obiettivi.
  
Il primo obiettivo riguarda la scelta della chiesa di S. Agostino quale luogo ove   svolgere il concerto. Scegliendo S. Agostino, si vuole infatti, mettere in   rilievo le potenzialità di un edificio storico di alto valore artistico e   grande bellezza, tra i monumenti più insigni della città, però da molti anni   pressoché inaccessibile. Il rendere provvisoriamente agibile il suo interno,   valorizzandolo come affascinante “auditorium   d’eccezione”, vuole essere di stimolo per una sua futura rinascita   come polo di attrazione del centro storico e punto di riferimento nella vita   culturale e sociale della comunità cittadina. Alcune concrete esperienze in   un passato recente hanno dimostrato in modo convincente come il paesaggio urbano   di Tuscania sia davvero ricco di scenari adatti alle manifestazioni musicali.   Tra le esperienze da ricordare, in un elenco non esaustivo, Campus delle Arti Estivo, il festival Paesaggi di Suoni, i diversi eventi   tuscanesi del Festival del Barocco di   Viterbo : tutte manifestazioni prestigiose che suscitarono la   partecipazione di un pubblico sia maturo che più giovane e non solamente   locale.
  
Il secondo obiettivo concerne la programmazione stessa del concerto. Sotto il   motto tematico “Melos kai Mythos” abbiamo optato per una selezione di brani   musicali, per lo più di raro ascolto, tutti attinenti alla mitologia degli antichi greci. Tale   scelta vuole richiamarsi alla particolare identità storico-culturale ed   ambientale della nostra città, ed esplicitamente al suo passato come eminente   centro del mondo etrusco. Fu, infatti, non solo in Sicilia e nella Magna   Grecia, ma soprattutto nei nostri territori dell’Etruria Meridionale (tra   Chiusi e Vulci) che vennero dissotterrate quelle prime ceramiche a figure rosse   o nere, che a partire dal XVIII secolo avrebbero appassionato i collezionisti   e gli eruditi dell’intera Europa. Questi vasi riccamente ornati, prodotti   attici importati dagli etruschi, emanavano così tanto fascino, in quanto   testimoniavano per la prima volta tramite un’iconografia “autentica” la   narrazione della mitologia greca. Ma a causa della collocazione geografica   dei loro ritrovamenti, per lunghi decenni, cioè fino alla metà   dell’Ottocento, si parlava non già di ceramica attica, bensì di vasi etruschi   ... Niente di meglio allora che diffondere le note musicali ispirate a tale   repertorio di immagini, proprio in uno dei luoghi di maggior suggestione che   stava a monte nella diffusione europea della cultura antiquaria etrusca.

       
 



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