
Fonte: Corriere di VT
Il cippo del Re Umberto II a Tuscania non ha più la testa. Rubata, divelta, rimossa? Ad oggi la domanda è ancora senza una risposta ufficiale. A pochi passi dal cippo del Re, nella chiesa di San Marco e quasi contemporaneamente, è stato sottratto a Sant’Antonio il bambinello che teneva in una mano.

L’idea di cambiare nome al parco delle Casacce, voluta dall’allora sindaco Regino Brachetti, che pure tenne a precisare di non essere monarchico, venne invece giustificata come atto riparatore: “un modo - dichiarò Brachetti - per riparare ad una grave gaffe nei confronti dei monarchici, che non invitammo, per dimenticanza, alla manifestazione organizzata per ringraziare tutte le organizzazioni che all’epoca del terremoto del 1971 ci fornirono sostegno”. Oggi la decapitazione del cippo del Re Umberto II, dopo così tanti anni dalle polemiche, non può essere attribuita ad opera di oppositori politici.
Diverse invece le considerazioni dei cittadini sull’atto sacrilego. L’ignoto autore ha letteralmente strappato il bambinello dalla mano destra di Sant’Antonio.