
Ecco che cosa dice Marina:
Tuscania è distratta. Tra le sue mura è nato uno dei pittori più importanti del '900 e lei fa finta di niente. Non troverete un Museo a lui dedicato (tranne la raccolta di Montebello, curata dalla famiglia) arrivando in paese, né una mostra permanente delle sue opere. Neanche una brochure o un dépliant che illustrino la vita e le opere di questo artista, che raccontino della sua amicizia con Ottone Rosai o de Chirico, de Pisis o Quasimodo, tanto per dirne alcuni.
Che informino il viaggiatore che si trovi a transitare per Tuscania che questo suo figlio illustre ha, tra l'altro, avuto prestigiosi incarichi come la direzione della cattedra di pittura all'Accademia delle Belle Arti di Venezia e poi di Roma, per esempio. O che abbia avuto un 'intera parete a sua disposizione alla Biennale di Venezia o abbia esposto un intero pavimento in ceramica, commissionato da Gio' Ponti, all'Esposizione Universale di Parigi.

Nella sua imperdonabile distrazione si è pure dimenticata di intitolargli il parco pubblico che circonda la casa dove è nato e vissuto, preferendogli un re fellone che non ha davvero niente a che fare con il paese per il quale lui, invece, si era molto adoperato per aiutarlo a rinascere dopo il terremoto.

Che riconoscenza! Eppure, l'artista ha ritratto la nostra terra con tenerezza e maestria, con quell'amore che solo chi ha percorso un territorio aspro e difficile come il nostro può conoscere. Vacche maremmane bianche al pascolo e cavalli dipinti in assolati mezzogiorno estivi. Piatti carichi di sorbe e scarne nature morte. Colori e forme ripresi dai grandi maestri del passato, da Paolo Uccello a Piero della Francesca, senza dimenticare l'arcaismo degli Etruschi, che daranno vita ai suoi indimenticabili quadri.
Lui era un tuscanese e si chiamava Giuseppe Cesetti.
Marina Marini
Stefano Fapperdue, in questo belllissimo video del 2011, ricorda Giuseppe Cesetti nel ventesimo anniversario della sua scomparsa.