Fonte: ViterboPost.it
Il Ministero de Beni culturali decide di tutelare le opere e la casa dell'artista

Anche Bonaria è pastora. Segnata dal tempo e da numerose esperienze dolorose. La forte fede religiosa però, affiancata all’amore per la natura e alla incredibile vocazione artistica, le hanno permesso di formarsi sulla via della serenità e della saggezza.
E così la Manca (cognome molto diffuso in zona) fila la lana, tesse i suoi abiti, canta canzoni arcaiche e dipinge su tela e sulle pareti della sua casa storie di vita e visioni.
Le sue opere sono presenti in musei e collezioni private all’estero, e sono state spesso esposte al pubblico.
Ciò nonostante la sua vita non prosegue all’insegna della leggerezza. Le condizioni economiche son quel che sono. Ed oltre a far soffrire l’artista rischiano anche di compromettere i suoi lavori.

E dopo tanto sbattersi e sudare, ecco finalmente una buona notizia: “Ottenuto un importante riconoscimento del Ministero dei Beni culturali – si legge nella nota giunta in redazione – la dichiarazione d’interesse e la tutela dello studio d’artista con il vincolo pertinenziale che riguarda gli affreschi, le opere pittoriche, gli arazzi, i tessuti realizzati da Bonaria Manca”.

“Il riconoscimento – dicono dall’associazione – corona un percorso iniziato con le Giornate Europee del Patrimonio che si sono tenute a Tuscania nel settembre 2014 e poi nel 2015, con il patrocinio del Comune e della Soprintendenza per le Arti e il Paesaggio, e con il contributo fondamentale di alcune associazioni locali impegnate sui temi della cultura e dello sviluppo territoriale”.
E perciò si comincerà ad operare su tre fronti, ragionati: il restauro della “casa dei simboli”, la creazione di un catalogo materiale (affreschi, numerosi oli su tela e tessuti ricamati) e immateriale (canti e racconti), il progetto di “casa-museo” secondo la volontà di Bonaria.