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* IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO LA REGIONE LAZIO BOCCIA LE OSSERVAZIONI DEL COMITATO 3T E ITALIA NOSTRA

Pubblicato da Fiorenzo De Stefanis in Corriere di Viterbo · 29/2/2012 08:42:46

Il coordinamento 3T unitamente ad Italia Nostra regionale del Lazio, il 29 dicembre scorso, ha presentato alla Regione Lazio delle osservazioni su alcuni punti dello studio preliminare ambientale relativo all’adeguamento alle BAT dell’impianto di compostaggio proposto da Tuscia Ambiente srl.

Queste osservazioni che il coordinamento 3T ha reso pubbliche al momento della trasmissione ai competenti uffici regionali sono state bocciate dalla direzione regionale ambiente – area impatto ambientale e valutazione ambientale strategica – perché ritenute inefficaci, dal punto di vista tecnico, per avviare la procedura a V.I.A. ai sensi dell’art. 20 del D. Lgs. N° 152/2006.

Nel documento che lo scorso 16 febbraio la direzione regionale ambiente ha trasmesso agli organi competenti e reso pubblico sul sito internet della regione vengono autorizzati i lavori. Non esistono quindi per il competente ufficio regionale motivi di carattere ambientale, geologico ed urbanistico che rendono il progetto irrealizzabile senza la V.I.A.

L’autorizzazione contiene però tredici prescrizioni che riguardano le manutenzioni, il monitoraggio dell’inquinamento acustico ed atmosferico, l’adozione di tutti gli accorgimenti per ridurre e limitare le emissioni odorigene, l’adozione di tutte le misure di sicurezza previste dalla legge 81/2008 nel corso dei lavori, la rimozione e smaltimento dell’amianto in tempi rapidi, interventi di manutenzione e ripristino delle opere di ingegneria naturalistica lungo le sponde del fosso “Capecchio” e la messa a dimora di alberi e siepi al fine di limitare l’impatto visivo dell’impianto.

Allegata alla determina di esclusione del progetto dal procedimento di V.I.A. viene pubblicato anche il parere geologico del Geol. Fulvio Colasanto responsabile del procedimento per conto dell’area difesa del suolo e concessioni demaniali della Regione Lazio. Questo parere afferma sinteticamente che le criticità geologiche possono essere superate con alcune prescrizioni.

Tra queste le più importanti: l’impermeabilizzazione delle superfici su cui è ubicato l’impianto, la raccolta e trattamento delle acque ed il rispetto della distanza dal fosso di non meno di dieci metri con la messa a dimora di specie arboree antierosione.




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