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* COMPOSTAGGIO DI TUSCANIA IN CONFERENZA DEI SERVIZI: ULTIMO ATTO.

Pubblicato da Coordinamento 3T in Articoli Toscanella · 10/4/2012 17:48:37

Italia Nostra interviene e scrive alle amministrazioni convocate l’11 aprile in Provincia


Comunicato stampa del Coordinamento 3T


L’11 aprile è convocata la Conferenza dei servizi alla Provincia di Viterbo che deve decidere sull’ultima fase delle autorizzazioni per l’adeguamento del mega-impianto di compostaggio di Tuscia Ambiente in Tuscania, che potrà lavorare 60.000 tonnellate di rifiuti, già autorizzati (e generosamente, è legittimo dirlo) fin quasi dall’inizio della sua attività.

Si poteva fare molto, moltissimo,  ma la volontà della politica locale è andata nella direzione opposta all’interesse dei cittadini.  Riportiamo le parole  del dott. Menna, responsabile dell’ufficio V.I.A. della Regione, come da verbale del Comune di Tuscania a seguito del tavolo tecnico del 29 marzo, riguardo al compostaggio: "…Comunque la soluzione per maggior tutela è quella di una decisa opposizione in fase di progetto, può certamente incidere molto il parere del Comune. Occorre inoltre verificare e vagliare la normativa europea in tal senso ".

La decisa opposizione del Comune, purtroppo, si è vista solo nello scetticismo,  contrarietà e insofferenza verso i cittadini e le associazioni che legittimamente chiedevano atti istituzionali a difesa del proprio territorio, atti che non sono mai stati prodotti.  Ultimamente abbiamo letto dichiarazioni del Sindaco e di alcuni politici locali che si appellano in generale alla speranza sulle tecnologie utilizzate dal nuovo impianto per l’abbattimento degli odori molesti, senza dimenticare le affermazioni di chi sostiene che " la puzza non è nociva alla salute" o ancora l’altra beata consolazione di un " ritorno economico a favore delle casse comunali".

La salute dei cittadini non doveva essere messa a così grave rischio e non si può barattare con niente. Cosa si può fare ora che siamo all’epilogo? Volendo si può fare ancora qualcosa.

Nella Conferenza dei servizi  l’amministrazione comunale o la Provincia di Viterbo o la Tuscia Ambiente potrebbero rispondere a questo semplice quesito: Se dopo i lavori di adeguamento, con l’impianto di compostaggio a regime, la puzza si dovesse sentire, cosa accadrà?  

Se nessuno, come è consuetudine, si prenderà la responsabilità di dare una risposta precisa a questa semplicissima domanda, vorrà dire che nessuno può garantirci la certezza che in futuro respireremo aria pulita, priva dei miasmi puzzolenti dentro e fuori le nostre case, e vuol dire che nessuno ha avuto neanche il coraggio di dichiararsi responsabile di condannare il nostro paese,  a diventare  il centro di lavorazione di tale montagna infinita di rifiuti, che arriverà su centinaia e centinaia di TIR da tutta la Regione. Vorrà dire che a Tuscania, chiunque respiri, avrà perso per sempre.

Nell’assordante silenzio di chi ci amministra, nella palese inadeguatezza delle forze politiche di maggioranza e di opposizione (troppo a lungo distratte e silenti), una ultima unica voce si è espressa in difesa di Tuscania, quella di Italia Nostra.

Italia Nostra del Lazio ha scritto a tutte le amministrazioni chiamate nella Conferenza dei Servizi a decidere sul " Progetto di adeguamento alle BAT dell’impianto di trattamento rifiuti del Fontanile delle donne nel Comune di Tuscania, Tuscia Ambiente S.r.l." chiedendo di adottare idonee iniziative per ridurre l’impatto ambientale e il disagio della cittadinanza.

Ecco il testo della lettera di Italia Nostra
"Italia Nostra esprime le proprie perplessità sull’idoneità della localizzazione dell’impianto di trattamento rifiuti del Fontanile delle donne nel Comune di Tuscania con riferimento ai "criteri base per l’individuazione da parte delle Province, delle aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei Rifiuti Speciali", definiti dall’articolo 26 del Piano di gestione dei rifiuti del Lazio, approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale del 18 gennaio 2012, n.14, (recentemente pubblicata su BURL del 14 marzo 2012, n. 10) e in particolare:
al rispetto della fascia di 150 metri dai corsi d’acqua,
alla presenza di zone di interesse archeologico,
alle aree in frana o in erosione,

all’assenza di idonea distanza dall’edificato urbano,
alle condizioni microclimatiche.
Chiede alle Amministrazioni che partecipano al procedimento autorizzativo e convocati in conferenza di servizi dalla Provincia di Viterbo l’11 aprile 2012 di adottare idonee iniziative per ridurre l’impatto ambientale e il disagio della cittadinanza."

Manteniamo quindi ancora un filo di speranza, certi della competenza e fondatezza delle nostre osservazioni, della giustezza delle nostre battaglie di civiltà in difesa di Tuscania e della qualità della vita dei suoi abitanti.





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