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* PATTO PER TUSCANIA: NON SIAMO COMPLICI DEL DEGRADO

Pubblicato da Fiorenzo De Stefanis in Corriere di Viterbo · 31/5/2012 09:03:19

POLITICHE ACCUSE DIROMPENTI ALL’AMMINISTRAZIONE NATALI

"Da qualche tempo sta prevalendo uno strano ragionamento, che tende ad accomunare maggioranza e opposizione, come complici del degrado politico, sociale e economico di cui è vittima la città. E’ questa un’analisi da cui dissentiamo nettamente, non solo perché con la logica assolutoria del tutti colpevoli-nessun colpevole si tende a diluire le colpe, facendo perdere di vista i veri responsabili dello sfascio, ma anche perché, per quanto ci riguarda, abbiamo intrapreso, nei confronti di questa Amministrazione, sin dall’insediamento, un’azione di opposizione rigorosa e inequivocabile, che ci ha portato a denunciarne sempre, pubblicamente, l’evidente incapacità".

A marcare una chiarissima distinzione tra maggioranza e opposizione, in Comune, sono gli esponenti del Patto per Tuscania-Udc. "Come sanno bene i tuscanesi, la città è al tracollo, con una maggioranza sempre più risicata (per altro, con l’uscita di quattro esponenti, la compagine non rappresenta più la già forzata volontà espressa a suo tempo dai cittadini, che votarono il  simbolo del Pdl e si ritrovarono Natali) – prosegue la nota – mentre in giunta è in atto una ridicola lotta senza quartiere, a suon di dimissioni date e minacciate, per la spartizione di poltrone e incarichi di nessun conto. E non serve nemmeno concentrarsi troppo, per compilare la lista degli orrori compiuti da questi signori.

Basta soltanto scorrere a caso le pagine ingloriose che segnano la loro attività, recente e passata. Mentre l’economia cittadina langue, l’ufficio tecnico comunale è paralizzato e i pochi appalti banditi, e i relativi subappalti, per altro derivanti da fondi reperiti da altri, vengono aggiudicati sempre alle stesse imprese, di frequente di fuori, con la curiosa coincidenza, poi, che le ditte in questione vengono viste lavorare anche presso edifici o immobili di proprietà di qualche amministratore.

Nel frattempo le opere ultimate, come ad esempio le scuole medie, dopo pochi mesi già mostrano evidenti segni di degrado, tanto da richiedere accurate verifiche, che intendiamo sollecitare, sulla rispondenza tra materiali e interventi previsti dai capitolati, e quelli realmente utilizzati e realizzati.

Proseguendo in questa carrellata, ci si può soffermare sul tanto sbandierato progetto per il centro commerciale naturale, che ad oggi, a parte qualche ciotola collocata a caso nel centro storico e poco altro ancora, non ha portato alcun beneficio, né al commercio, né ai cittadini, mentre stiamo ancora aspettando di sapere la ragione per la quale il Comune ha pagato in anticipo lavori svolti, nella quasi totalità dei casi, a mesi di distanza, se non ancora da realizzare.

Andando avanti, nella passerella delle nefandezze, si può citare la svendita del territorio prima a vantaggio delle energie alternative, poi a favore della sottostazione Terna, un mostro di cemento ad alto impatto elettromagnetico (a questo proposito vedi i vari servizi della trasmissione televisiva "Striscia la Notizia"), per il quale è previsto un indennizzo di 740.000, non a caso definito, "compensazione ambientale", la cui entità non si sa bene chi l’ha stabilita. Ciò mentre il sindaco, per completare l’opera di devastazione, seguendo una logica da ultimi giorni di Pompei, non trova meglio da fare che portare all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale il completamento della lottizzazione in località Montebello.

Proseguendo, possiamo sottolineare il pasticcio del Centro Alzheimer, una vicenda fallimentare di cui riteniamo sia indifferibile discutere in Consiglio comunale e della quale anche una persona nota per serietà e onestà intellettuale, quale è il senatore Michele Bonatesta, a suo tempo promotore del finanziamento, per altro qualche anno dopo riesumato dalle pieghe del bilancio regionale, dove si era intanto perso, dal nostro capogruppo Regino Brachetti, chiede conto al sindaco Natali.

Perla finale, ma soltanto per non annoiare con ulteriori e possibili capitoli dolorosi, quella della legna di uso civico, per la cui distribuzione per ben due volte sono stati venduti i biglietti, e per ben due volte sono state sbagliate le stime, tanto da lasciare a bocca asciutta, entrambe le volte, centinaia di famiglie tuscanesi. Tutto ciò, senza che nessuno, all’interno dell’amministrazione, si sia preso cura di verificare la ragione della difformità tra stima e taglio effettivo, o di controllare se, nella procedura, visto la ripetitività degli errori, i comportamenti siano stati del tutto lineari. Ultima annotazione, infine: ma quanto costa, ai contribuenti di Tuscania, la famiglia Natali? A quanto ammonta l’indennità del sindaco? Quanto percepisce la moglie, dirigente comunale, tra emolumenti, eventuali premi e altre forme di retribuzione? In un’ottica di trasparenza non si ritiene di rendere pubbliche tali informazione?" conclude la nota.





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