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* TUSCANIA VERSO IL FUTURO. UN “ GOVERNO LOCALE” PER LA RINASCITA (intervista al prof. Donato Limone)

Pubblicato da Luigi Pica in Interviste di Toscanella · 29/2/2012 12:23:47

Introduzione di Luigi Pica: sperando di fare cosa gradita ai frequentatori del blog di Toscanella, incomincia con questa prima intervista al prof. Donato Limone una serie di interviste a personaggi, noti e meno noti, tuscanesi e non, persone che hanno scelto di vivere a Tuscania e altre persone di vari ceti sociali per cercare di capire come il cittadino “vede” la situazione attuale e che cosa si aspetta nell’imminente futuro.

Gigi Pica  intervista  Donato Limone, docente universitario, tuscanese di adozione, impegnato per un futuro migliore di Tuscania con l’Associazione Assotuscania.

Cosa significa oggi “governare” una città?

Il governo di una città si basa sull’art. 3 del Testo Unico delle Autonomie Locali (il testo al quale devono attenersi  (conoscendolo) il sindaco, la giunta, il consiglio comunale; la burocrazia comunale). Il Comune è una “comunità locale”. L’art. 3 infatti stabilisce che il Comune rappresenta la comunità locale, ne cura gli interessi e ne promuove  lo sviluppo. Gli Organi politico-istituzionali quindi non possono  “governare” senza regole, senza metodi, senza tecniche, senza dati e non possono “improvvisare” ma devono programmare ed operare nel rispetto di piani esecutivi, tramite delibere finalizzate e di tipo programmatico, sottoponendo a controllo di gestione (vero) l’azione della burocrazia. Una amministrazione che non definisce un programma dettagliato delle cose da fare ed opera alla “giornata” sicuramente è una amministrazione che opera con superficialità, senza capacità di programmazione e gestione, senza il rispetto delle norme. Oggi “governare” significa creare un circuito virtuoso e forte tra amministrazione, cittadini e burocrazia. Governare così significa fare politica; governare in altro modo non è governare.

Quali sono le regole per un  buon governo locale?
Le  “regole principali” (e gli obblighi per il comune)ben  definiti dalle leggi sono:

a) il comune cura gli interessi della comunità locale (per fare questo deve conoscere realmente le esigenze, deve programmare azioni per dare risposte precise a tali esigenze); un comune che non opera in questo modo è” fuori” legge;

b)  il comune promuove lo sviluppo della comunità locale (per fare questo deve conoscere la situazione socio-economico e territoriale della propria comunità locale e quindi utilizzare tale conoscenza per programmare e gestire i servizi di qualità per i cittadini e le imprese);un comune che non opera in questo modo è “fuori” legge;

c)  il comune deve attenersi al principio della massima trasparenza e comunicazione verso i cittadini  e consultazione degli stessi; se il comune non opera in questo modo è “fuori” legge;

d)  il comune deve garantire una burocrazia moderna e funzionale per una azione amministrativa di qualità, imparziale, snella, efficace; un comune che non opera in questo modo è “fuori” legge;

e)  il comune deve tutelare, valorizzare e promuovere il proprio sistema territoriale ed ambientale; un comune che non opera in questo modo è “fuori” legge;

f)  il comune deve programmare, gestire e controllare le proprie risorse finanziarie per garantire i servizi ai cittadini; un comune che non opera in questo modo è “fuori” legge;

g) La regola delle regole: è bandita qualsiasi forma di superficialità, di ignoranza delle leggi, di improvvisazione.

Quali sono i “diritti” dei cittadini?

I diritti dei cittadini (ben definiti dalle leggi) sono:

a) il diritto alla trasparenza, alla informazione e alla comunicazione istituzionale da parte del comune;

b) il diritto alla partecipazione amministrativa  e alla consultazione;

c) il diritto di vivere in un ambiente sostenibile;

d)  il diritto ad una burocrazia moderna, efficiente, efficace, imparziale e trasparente;

e) il diritto ad una risposta ai propri bisogni da parte del governo locale;

f) il diritto ai servizi sociali per coloro che ne hanno realmente  il diritto;

g) il diritto che tutti i cittadini paghino i tributi locali (oltre le tasse) per  avere risorse utili per la qualità dei servizi;

h)  il diritto ad una programmazione finalizzata allo sviluppo dei settori sociali,economici e produttivi.

Come progettare e costruire il “futuro”  di Tuscania?

Il futuro per Tuscania è strettamente correlato al concetto di “rinascita di una grande città antica con un grande passato”. Tuscania  può avere un grande futuro. Lo chiedono  per es. i cittadini nel recente  test pubblicato dal sito di Toscanella; lo chiedono  i cittadini che stanno firmando la proposta di iniziativa popolare per una delibera quadro sul paesaggio, il territorio e l’ambiente. Quali le azioni da avviare per progettare e costruire il futuro?

a) Un nuovo statuto comunale per una città moderna, inserita in un contesto internazionale e comunitario, per valorizzare la partecipazione dei cittadini, per regolamentare una burocrazia veramente efficiente, a supporto dello sviluppo sociale, economico e produttivo. Uno statuto per fare transitare Tuscania verso la rinascita. Uno statuto scritto con la partecipazione dei cittadini.

b) La definizione di una politica di “sviluppo strategico”  dei settori turismo, beni culturali ed ambientali, agricoltura, artigianato, commercio, in una logica sistemica e sostenibile.

c) La città deve dotarsi (subito) di nuovi strumenti di programmazione urbanistica e territoriale per un ambiente ed  una edilizia sostenibile.

d) Il centro storico: è una ricchezza per la città; deve essere trattato con rispetto, con interventi mirati; il centro storico è una grande opportunità per la economia della città.

e) I servizi sociali ed i servizi per gli anziani: devono essere adeguatamente  programmati, gestiti da esperti, con risorse sostenibili.

f) I beni culturali: Tuscania è ricca di beni culturali di livello mondiale. E’ necessario un intervento di valorizzazione, di tutela e di promozione.

g) Il territorio tuscanese: ampio, antico, bello, pieno di potenzialità produttive e di turismo; deve essere sottoposto ad un intervento sistematico di tutela, di valorizzazione e di promozione che superi il livello locale verso la dimensione nazionale, comunitaria ed internazionale.

h) Il turismo: gli ingredienti del turismo ci sono tutti (beni culturali ed ambientali, il centro storico, prodotti locali, agricoltura); è necessario  un intervento programmatico di grande respiro.

i) Lo sport: Tuscania ha un polo sportivo (rilevante ma fatiscente) da risistemare e valorizzare, anche con l’intervento dei  privati.

j) Il destino di Tuscania sono i giovani: non possono stare ai margini della politica e del governo locale. Intanto, si dia seguito al regolamento del 2009 che istituisce il Consiglio comunale dei Giovani.




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