*-* TURISMO? CUI PRODEST? - Succede a Tuscania - Toscanella - 2015

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*-* TURISMO? CUI PRODEST?

Pubblicato da in Blog Toscanella ·
Cui prodest? Diceva un nobile assessore di folgorante passaggio. Peruzzi, Cappelli, Tarricone, Natali, Bartolacci … Non sono questi i primi nomi di una formazione di calcio di quelle da tenere a memoria, ma a Tuscania si sono guadagnati ugualmente un posto nella memoria collettiva, anche se non hanno mai vinto nessun mondiale, nessuna coppa campioni, nemmeno la coppa Rimet(ti).

Nonostante proclami, promesse, illusioni e velleità sono una quindicina di anni che tentiamo di partecipare a quella grande competizione nazionale ed internazionale denominata “sviluppo turistico di Tuscania” ma aldilà di qualche ripulitura effimera di necropoli, di qualche casetta di legno clonata, di cooperative nostrane e importate, di escursioni mangerecce o radical scic, i risultati sono scarsetti. Qui si rischia la retrocessione a paesi di serie B, costretti a rivaleggiare con il sasso menicante della Faggeta, con un qualsiasi sasso del predicatore o con il ponte sul Mignone.

Ci ritroviamo pertanto, per l’ennesima volta, qui sul bar virtuale di Toscanella.it scatenati nelle solite chiacchiere, sull’allenatore, sugli interpreti, sul sistema di gioco, sul è meglio quello, era meglio quell’altro, io farei così, no non capisci niente e così via. Bisogna cambiare registro, bisogna partire dalla radice del problema.

A partire da Peruzzi, io ho sempre presentato alla formazione sviscerata all’inizio, in ordine più o meno completo o sparso, le seguenti considerazioni:

  • Non c’è bisogno di Marchionne per capire che tutte le aree archeologiche indicate nella mitica Convenzione tra Comune e Sovraintendenza sono economicamente ingestibili;
  • Non c’è bisogno di Bill Gates per capire che un conto è gestire l’ufficio turistico comunale e un conto è gestire delle aree archeologiche;
  • Non c’è bisogno di Ascanio Celestini per capire che l’ultimo bando di affidamento del pacchetto necropoli/ufficio turistico è ridicolo sia nel contenuto che nella forma (PS io sono sempre in speranzosa attesa di conoscerne il redattore, secondo me un talento comico inespresso del quale sarebbe un peccato disperderne le potenzialità).

Secondo me bisognerebbe dirigere le varie chiacchiere, le varie illusioni, le vane speranze sull’argomento, dietro una/due magiche parole che oggi purtroppo stentano ad apparire, anzi sono oggetto di una vera e propria discriminazione razzial-pregiudiziale da parte dei politici nostrani e non, da parte di tutti i frequentatori di forum e blog locali e di tutti coloro che cercano una forma di identità personale attraverso la partecipazione e il coinvolgimento nelle problematiche locali. Le magiche parole sono, in ordine di importanza e di apparizione: come, quando e perché (il dove lo risparmio, è implicito).

Decliniamo dietro queste tre parole tutti gli interventi sul turismo di questa discussione e delle numerose che si sono succedute qui negli ultimi quindici anni, decliniamo dietro queste parole le dichiarazione sul turismo dei politici, degli esperti, degli innamorati di Tuscania, di tutti gli interessati più o meno occasionali e forse riusciremo ad ottenere quelle risposte che ci permetterebbero perlomeno di iscriverci al campionato. Altrimenti continueremo a chiederci, con testardaggine donchisciottiana: Cui prodest? Cui prodest? E ancora Cui prodest?

PS Noto con rammarico l’assenza nel dibattito e nelle future probabili formazioni, dei contadini importati da città più o meno lontane, sublimi mesciatori di cavolfiori e virtuosi coiffeur di broccoli montebellesi, insofferenti del vento, delle pale, del sole, e degli specchi ma evidentemente avvezzi all’arsenico, alla carta, al degrado, alle onde elettromagnetiche. Il loro contributo potrebbe essere illuminante. (Ho visto alle Casacce recentemente il documentario days in maremma, da discendente di un montebellese doc, l’inquietudine e l’irritazione che ho covato durante la proiezione ancora non abbandonano lo stomaco).
Gìttì




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